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Droni e tecnologia 5G sui Sapr

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Droni e tecnologia 5G



Droni Sapr e tecnologia 5G

Un pilotaggio senza confini
 


 
La nuova tecnologia 5G potrebbe rimettere in discussione i protocolli di sicurezza relativi al pilotaggio dei droni. Ed è per questo che ci si aspetta, prima o poi, una nuova rimodulazione a livello mondiale degli standard, soprattutto per il rischio attentati terroristici.

Aspetti delicati che sono stati trattati recentemente in una tesi all’Università Politecnica delle Marche, dal titolo “Protocolli di sicurezza militare e analisi attentati terroristici con droni”. Lo scenario che ne esce fuori, è sconvolgente: bastano venti secondi per un attentato mortale.  Qui l'articolo di DroneZine.it

In sostanza la tecnologia 5G, attualmente al centro di dibattiti infiniti tra fake news e rivoluzione "pericolosa" delle telecomunicazioni, non è altro che uno sviluppo ulteriore delle tecnologie radio già esistenti, con una caratteristica importante che diventa la chiave di tutto: i tempi di ritardo dei segnali molto bassi.

Ciò permette, una volta a regime, di poter effettuare anche un intervento chirurgico a distanza, grazie alla velocità e sincronizzazione perfetta tra strumenti diagnostici, video, ed eventuali robot in sala operatoria.

Un salto epocale per la telemedicina, ma anche per la gestione del traffico stradale delle automobili e di tutte quelle applicazioni definite “mission critical”.
Ma per vedere tutta la rete a regime è necessario ancora del tempo.


In ogni caso alcune sperimentazioni con i Sapr sono state già effettuate: la Vodafone, in collaborazione con l’Enac -Ente Nazionale Aviazione Civile-, e la Polizia Municipale di Torino, ha realizzato alcune prove tecniche con esito positivo di visione a distanza tramite droni, per esigenze di pubblica sicurezza.

I risultati sono stati soddisfacenti, e presto sarà utilizzato nel campo del controllo del territorio.

Ma il passaggio storico, come dicevamo, è stato di rendere elevatissima la distanza per il pilotaggio dei droni: da un radiocomando classico, limitato a centinaia di metri o un paio di chilometri al massimo, si passerebbe al controllo affidato alla rete cellulare 5G.

In altre parole si potrebbe pilotare un drone a Parigi stando seduti a Roma. Questione di tecnologia, affidabilità di controllo e, soprattutto, velocità di trasmissione dati che supporta molto bene anche il video 4K, permettendo di avere accuratezza e dettaglio anche con flussi fino a 100Mbps.

La fluidità video e dei comandi, permette un pilotaggio senza difficoltà.


pilotaggio droni in 5G a distanza


La sperimentazione di pilotaggio a distanza è stata effettuata con un accordo tra il Politecnico di Milano e Italdron, azienda italiana che costruisce droni professionali.

Nella città di Milano sono stati eseguiti dei test, con esito positivo, di controllo di un drone tramite la nuova tecnologia in 5G, a ben 15 chilometri di lontananza.

Per farlo è stato necessario ideare un protocollo nuovo, a cui ha pensato il Politecnico di Milano, mentre l’Enac ha previsto un secondo pilota sul posto, in modo da poter intervenire in caso di emergenza.


Questo sistema di pilotaggio si chiama EVLOS: Enhanced Visual Line Of Sight, e prevede più piloti distribuiti sul territorio (Immagine sopra da Dronezine.it).

Il segreto di tutto è legato all'interfacciamento dei segnali radio di trasmissione verso due modem 5G, uno collegato al radiocomando e l’altro a bordo del drone. In questo modo per l'utente non cambia nulla, mentre per la tecnologia le distanze possono diventare ... infinite. (FW)
 
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