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FotoWireless - Quali sono le differenze tra aree critiche e non critiche per l'utilizzo dei droni?

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Utilizzo del drone in aree critiche. Basilica di Santa Maria Assunta ad Atri


Le aree critiche e non critiche per i droni Sapr

Quali sono e come riconoscerle



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Quando si parla di droni e del regolamento Enac ci si riferisce alla parte del codice della navigazione che prende il nome di "regole dell'aria". Si devono fare i conti, quindi, con alcune limitazioni all'utilizzo dei multicotteri in base al mezzo che si sta pilotando.

Per iniziare i droni si possono utilizzare solo se certificati Enac e pilotati da operatori in regola con l'attuale certificazione (visita medica aeronautica e in corso di validità, esame, iscrizione Enac in corso) e, soprattutto, con una adeguata polizza aeronautica rilasciata sulla targa univoca del drone da utilizzare.

Se questi requisiti non sono soddisfatti non si può utilizzare un drone, ma lo si può fare solo nei campi volo di aeromodellismo rispettando i loro regolamenti. Ed esclusivamente al loro interno.

Tutta la normativa, ed il codice della navigazione in particolare, procedono con una parola d'ordine: prevenzione massima. E prevede sanzioni molto salate con multe del valore di un'auto, nei casi più semplici, fino a quelli di un appartamento, nei casi più importanti, a cui si aggiunge l'arresto. Per cui non si scherza.

Il rischio è quello di fare molto male a delle persone, magari i clienti stessi, e ricevere anche la beffa di prenderci la multa come è accaduto a Palermo durante un matrimonio: lo sposo è finito in ospedale e la festa è saltata.

Se fosse stato usato un drone per aree critiche e inoffensivo, oltre il lavoro di prevenzione del pilota, in caso di incidente i danni sarebbero stati azzerati o molto lievi. Ecco perché è necessario attenersi alla limitazioni del regolamento: si tratta di studi effettuati da ingegneri aeronautici che hanno l'obiettivo di prevenire in base alle casistiche avvenute precedentemente.

Passato lo step delle certificazioni, le operazioni con i multicotteri si dividono in due tipologie: operazioni non critiche, e operazioni critiche.


OPERAZIONI NON CRITICHE

In Italia circa il 95 per cento degli operatori qualificati è specializzato per questo tipo di operazioni.
Vengono chiamate "non critiche" in quanto devono rispettare molte limitazioni. Tra queste:

-evitare i centri urbani
-evitare le strade
-evitare gli elettrodotti e linee di corrente o di altri servizi
-evitare il sorvolo delle persone
-volare ad almeno 150 metri da questi obiettivi sensibili
-divieto di presenza di qualsiasi persona nelle aree di volo
-avere un circuito di terminazione del volo indipendente
-divieto di volo nelle zone di competenza aeroportuale ATZ per un raggio di 8 chilometri.

In più è richiesta un'area di buffer, cioè un cuscinetto di sicurezza, che và predisposto in base al drone utilizzato mediante appositi studi che vengono effettuati con delle prove sperimentali, studi necessari prima di arrivare alla certificazione Enac finale. Tale buffer mediamente è di 200 metri.

Tale circostanza, di fatto, rende utilizzabile il drone esclusivamente in aree non popolate e fuori dal caos cittadino o dai centri urbani o anche solo da agglomerati di case.

Con una speciale deroga Enac è però possibile effettuare voli in queste zone solo con autorizzazione specifica e utilizzo di un cavo di sicurezza collegato a terra.


OPERAZIONI CRITICHE

Le operazioni critiche rappresentano un nuovo sceniario che si è normato nel 2015.

Sono richiesti droni inoffensivi e di pesi più limitati. Mediamente le qualità video e fotografiche sono un po' più basse, ma permettono di poter eseguire riprese e voli più a contatto con le aree sensibili ma sempre con alcune limitazioni importanti:

-è possibile volare nei centri cittadini
-è possibile volare su alcune persone, ma non su assembramenti (quindi eventi, concerti,...)
-è possibile volare in prossimità degli elettrodotti
-non è previsto il buffer di sicurezza
-possono essere presenti altre persone nelle aree di volo
-rimane il divieto assoluto nelle aree aeroportuali per un raggio di 8 km


In entrambi i casi, sia per le operazioni critiche che non critiche, non è possibile volare di notte e con pioggia. Divieto assoluto nel rispetto del volo a vista definito VFR.


Nei casi di eventi quali il matrimonio, ad esempio, è vietata la ripresa con il drone dell'uscita o dell'ingresso in chiesa, salvo si stia utilizzando un drone per operazioni critiche rispettando anche in questo caso le limitazioni poste dal regolamento (nella foto in alto la Basilica di Santa Maria Assunta di Atri e in basso la cattedrale di San Giustino a Chieti realizzate dalla FotoWireless).

Il rischio è quello di una pesante multa comminata sia al pilota che, soprattutto, al cliente finale secondo la corresponsabilità giudirica.



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Chiesa di San Giustino a Chieti: le riprese con il drone in aree critiche
 
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